Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” è la celebre citazione collegata alla teoria evoluzionistica di Darwin.

Il concetto si applica benissimo anche al mondo del lavoro che, dall’entrata in gioco del digitale, sta attraversando una rivoluzione massiva che ha destabilizzato molti mestieri, addirittura decretando la scomparsa di qualcuno ma, contemporaneamente, creando nuove figure e mansioni professionali.

Questa trasformazione però, non solo non sta avvenendo in maniera “indolore” ma, talvolta, viene vissuta negativamente poiché gli stessi capi d’azienda hanno scarse conoscenze ed esperienze nel settore e avvertono perciò il bisogno di confrontarsi con esperti che li guidino e consiglino. Queste figure sono divenute quantomai importanti ma, ovviamente, per la natura stessa del servizio che offrono, non sono concepite per essere “dipendenti”, anzi: sono dei consulenti esterni in grado di gestire più realtà attraverso chiamate “on demand” o incontri programmati e cadenzati.

D’altro canto, non è l’unico ruolo che il digitale ha forgiato in questo modo: freelancer e smart worker rappresentano la nuova generazione di professionisti che si sta diffondendo a macchia d’olio, aprendo i lavoratori di oggi e di domani all’idea di sottoscrivere contratti differenti da quelli che vincolano ad una scrivania di un particolare ufficio a tempo indeterminato. Anche il lavoro, in sostanza, è diventato smart.

Il Temporary Manager si occupa proprio di gestire le criticità per rendere naturale e fruttuoso il processo di trasformazione digitale, lavorando fianco a fianco con i manager  per guidare le aziende  nella ricerca delle soluzioni migliori per adeguarsi alla Quarta Rivoluzione Industriale; una consulenza preziosa che diventa anche un ponte tra i nuovi professionisti e le realtà imprenditoriali e commerciali che necessitano delle loro competenze per andare avanti e mettersi al passo con i competitor.

Tra Fractional Executive (il cui lavoro si cadenza in un paio di incontri a settimana, per la durata di qualche mese), Advisor (generalmente interpellato “on demand”) e Innovation Manager (interno o esterno), sicuramente spiccano le figure molto specifiche del Work for Capital, un consulente che è contemporaneamente anche un socio (remunerabile, cioè, anche attraverso quote di capitale sociale), e del Coach, che si occupa prevalentemente di change management, ma anche del cambiamento culturale che deve maturare tra dipendenti, manager, startupper e tutte le parti coinvolte in questa trasformazione epocale, per qualcuno davvero dura da accettare, comprendere e mettere in atto.

Il Temporary Manager attento e scrupoloso si muove soltanto dopo aver effettuato delle analisi e studiato ogni singola realtà in tutte le sue specificità, valutando i rischi e lavorando in ottica strategica per interpolare idee, risorse, competenze, finanza, fisco e amministrazione.