La notizia non è recente, ma dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sullo smart working, sono state tante le discussioni avviate sul tema.
Lo smart working è veramente il futuro del lavoro?

Prima ancora di scendere nel dettaglio della discussione, meglio chiarire cos’è lo smart working, che spesso viene confuso (soprattutto in Italia) con quello che qualche decennio fa veniva chiamato telelavoro.
Lo smart working è qualcosa in più, e non è semplicemente il lavoro da casa come erroneamente si crede, ma è una vera è propria filosofia lavorativa, agile e snella che esce dalle consuete abitudini.
Un approccio al lavoro più flessibile, basato non più sulle ore di lavoro ma sugli obiettivi prefissati tra manager e lavoratore.

Purtroppo nel nostro paese questo approccio al lavoro stenta a decollare a causa di una mentalità all’antica che vede legato imprescindibilmente il lavoratore al luogo di lavoro, mentre all’estero lo smart working prende sempre più piede grazie anche ad una gestione totalmente differente delle risorse umane e della flessibilità del lavoro.

 

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Quali sono i vantaggi dello smart working?

Se colossi come American Express e Bayern hanno deciso di sperimentare il lavoro flessibile ed agile, è innegabile che ci siano dei vantaggi per le aziende.

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Nessun buono pasto: nei giorni in cui il lavoratore resta a casa l’azienda non è tenuta ad erogare il buono pasto. Un risparmio che sul lungo periodo influisce in maniera significativa sul bilancio.

Uffici più piccoli e costi di gestione ridotti:
meno lavoratori in sede significa meno costi. Se il 20% delle risorse umane di un’azienda lavorasse in smart working a rotazione, si potrebbero utilizzare sedi di lavoro più piccole e si risparmierebbe sui costi dell’energia elettrica e delle utenze in generale.

Spese di trasporto inferiori: non tutti hanno la fortuna di lavorare vicino casa, ed anzi sono sempre più i casi di persone che ogni giorno fanno oltre i 50 km nel tragitto casa – lavoro.
Grazie alle nuove tecnologie, molti dei nostri lavori potrebbero essere svolti anche da casa, con un risparmio enorme in termini di risorse e tempo.

Più tempo per la famiglia: questa modalità di lavoro viene incontro soprattutto alle donne che si occupano della casa e della loro famiglia; è la soluzione ideale per tutte le lavoratrici con figli piccoli.

Meno permessi e ferie: lavorare in questo modo permette di gestire con più facilità gli impegni al di fuori del lavoro ed i dati parlano chiaro, con un numero di permessi e ferie nettamente inferiore tra lavoro tradizionale e smart working.

In ultima analisi non va trascurato l’enorme aiuto che potrebbe dare questa tipologia di lavoro ai disabili e a tutte le categorie protette che hanno problemi a raggiungere con facilità il luogo di lavoro.

Allo smart working manca certamente la “componente umana” che sappiamo essere fondamentale per lavorare in team, ma con l’aiuto delle nuove tecnologie sempre più votate al networking, siamo certi che anche quello che potrebbe sembrare un processo lavorativo alienante, diventerà con il passare del tempo una realtà.