La Campania è leader tra le regioni del Mezzogiorno per numero di startup innovative e quinta a livello nazionale.

Sono i risultati del rapporto trimestrale del Ministero dello Sviluppo Economico, realizzato dalla Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese e InfoCamere, la società informatica del sistema camerale, in collaborazione con Unioncamere.

Per la prima volta vengono analizzati i dati relativi alla nascita di startup innovative e messi a confronto con quelli delle altre neo-società di capitali, costituite da meno di 5 anni e con un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, condizioni che accomunano le due tipologie messe a confronto sulla definizione di startup secondo la normativa in vigore.

I dati dalle regioni

Quinta dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, stando ai dati raccolti al 31 Marzo 2018, la regione Campania registra 658 unità, pari al 7,4% del dato nazionale; un elemento di valutazione importante sotto tanti punti di vista, inclusa crescita economica, interesse agli investimenti e, non ultimo, grado di occupazione.

Il trend generale

Sicuramente un trend in crescita, quello delle startup innovative italiane: rispetto al 2017, il primo trimestre del 2018 registra un aumento di più di 500 unità, arrivando a censire sul territorio nazionale quasi 9mila progetti, soprattutto nei settori di sviluppo software e ricerca e sviluppo. In crescita anche la quantità di soci e di propensione all’investimento, quest’ultima addirittura di sei volte maggiore rispetto ai valori registrati per altre società di recente costituzione.

Nuovo futuro per i giovani?

Altro dato interessante riguarda l’età media dei “piloti” di queste nuove imprese: le startup, infatti, sembrano diventare sempre più un affare da giovani, con la presenza di under 35 pari quasi al 50 mentre le altre neo-imprese la percentuale scende al 34,5%.

Dati davvero interessanti, che sembrano rappresentare il trampolino di lancio per il futuro di molti giovani che, troppo spesso, si sentono costretti a lasciare il nostro Paese per realizzarsi all’estero.