Nel mondo del lavoro non avere dimestichezza con il digitale equivale a posizionarsi molti passi indietro rispetto ai candidati più esperti e preparati: lo assicura il Recruiter Sentiment Italia 2019, la ricerca commissionata da LinkedIn per valutare i trend del mercato del lavoro nel nostro Paese.

Lo studio è stato portato avanti dalla Coleman Parkes Research ed ha coinvolto 300 responsabili delle Risorse Umane di aziende e agenzie di lavoro attive in 8 settori industriali.

La buona notizia è che circa la metà degli intervistati ha riferito di un aumento delle assunzioni, riportando anche percentuali significative, per la maggioranza dall’1 al 10%, per gli altri, dall’11 al 20%.

Tornando al campione originario, la seconda metà è composta da un 40% che considera il mercato del lavoro stabile e solo un 10% che riporta una decrescita. Questi risultati hanno spinto ad un ulteriore approfondimento, andando a analizzare quali fossero i settori industriali più vivaci e i profili richiesti.

Ne è emerso che il settore più dinamico è quello manifatturiero, con un’alta richiesta di profili junior, seguono a ruota il settore tecnologico (produzione di software e servizi tech) e il food&beverage.

Decisamente meno brillanti, invece, il finance&banking, l’istruzione, la comunicazione e la sanità.

Altissima la richiesta di posizioni di stage e apprendistato, profili entry level e junior/middle management, ma lo scoglio è rappresentato spesso dalla mancanza o inadeguata preparazione dei candidati: le competenze digitali, fondamentali già solo nell’approccio al lavoro moderno, risultano ancora carenti in moltissimi aspiranti lavoratori (secondo le statistiche, soprattutto donne), il che rende più lunga e difficile la selezione in ogni tipo di contesto.

Ad ogni modo, seppur in questo scenario complesso ed articolato, il trend positivo delle assunzioni registrato nel 2018 permane ancora positivo grazie ad un trend positivo di crescita di business e ad alla maggiore disponibilità di posti di lavoro non ancora ricoperti negli anni precedenti.

E allora, quali sono le competenze sulle quali si dovrebbe puntare per essere sicuri di rendersi adeguati alle posizioni interessate?

Responsabili HR e Recruiter non hanno dubbi:

  • digital skill (pacchetto Office, coding, social media, web design, analytics);
  • soft skill (problem solving, versatilità, creatività, senso di leadership, propensione al lavoro in team).