Quanto è conosciuto e sentito il tema Industria 4.0 nelle imprese italiane?

È la domanda dalla quale è partito il sondaggio dell’Osservatorio del Politecnico di Milano svolto su un campione di oltre 200 aziende italiane.

Con l’avvento di quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale e la presentazione del Piano Industria 4.0 nel 2016, le aziende hanno avviato o sono intenzionate a farlo, una valutazione delle competenze 4.0, in particolare quelle che riguardano Smart Factory, Smart Supply Chain e Cybersecurity.

Ne è emerso che, ad oggi, le competenze 4.0 sono ancora in fase di valutazione per il 42% delle aziende italiane, con solo il 6% che ha già concluso l’analisi ed il 26% intenzionato ma non ancora pronto al cambiamento.

Risultati non del tutto incoraggianti, insomma, ma che assumono un altro significato nell’ambito del trend positivo in cui si inseriscono; lo scenario è quello di un’Italia pronta a proiettarsi nello Sviluppo Europeo, pronta ad offrire nuove soluzioni ed incentivi per affrontare l’evoluzione in atto.

D’altro canto, secondo lo stesso Osservatorio, la digitalizzazione industriale italiana è raddoppiata negli ultimi due anni, anche grazie agli incentivi e alla nuova consapevolezza che l’hanno resa non più un plus, ma un punto di forza sul quale fondare la produttività presente e futura.

L’obiettivo è fornire strumenti e competenze digitali ai lavoratori, non solo per migliorare la produttività attuale ma anche per creare nuove posizioni professionali, nuovi sbocchi e, ovviamente, avviare anche specifici percorsi di studio e di formazione correlati; un’evidenza che secondo Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori, rende necessario il focus di aziende e istituzioni sugli “strumenti di conversione e reinserimento professionale, per formare i lavoratori alle competenze digitali necessarie ad affrontare questa evoluzione”.