Lavorare in un’azienda non significa soltanto svolgere le mansioni per cui si viene assunti ma comporta l’ingresso in un complesso sistema di relazioni, che funziona bene e dà i suoi frutti solo quando tutti quelli che ne fanno parte trovano il proprio equilibrio e collaborano tra loro per il benessere dei singoli e dell’impresa.

Un’azienda, dunque, può raggiungere il successo solo quando investe sulle persone che ne fanno parte e quando ognuna di esse ne interiorizza al tal punto i valori, da restituirle in cambio qualcosa di sé. In questo modo la persona si identifica con l’azienda, ne condivide i valori, ne persegue in prima persona gli obiettivi e ne promuove con il suo stesso esempio l’immagine. In altre parole l’impresa acquista un volto umano e la crescita è reciproca.

Tutto ciò è possibile solo se chi è a capo di una realtà del genere assume un atteggiamento corretto nei confronti dei propri collaboratori, perseguendo principi di coerenza, onestà e fiducia.

L’identikit del “capo” virtuoso

Chi è al vertice di un’azienda ne incarna più di tutti i valori ed ha la responsabilità di trasmetterli ai  propri collaboratori creando con ognuno di essi un rapporto di stima e di rispetto reciproco. Essere apprezzati, sapere di poter contare sul proprio capo e avere la possibilità di parlare delle proprie esigenze, è la più grande carica motivazionale che possa esistere in ambito lavorativo, perché è questo che spinge le persone ad impegnarsi e ad assumere lo stesso atteggiamento positivo nei confronti dell’azienda.

In altre parole, conquistare la stima e il rispetto dei collaboratori significa aumentare il loro  senso di affiliazione all’azienda e fare in modo che essi si adoperino per guadagnare a loro volta la stima e il rispetto dal capo.

Resto se sto bene!

Un ambiente lavorativo piacevole è uno dei fattori principali per il successo di un’azienda ed è probabilmente tra i primi criteri di valutazione presi in esame dalle persone che scelgono di restare in una realtà aziendale piuttosto che in un’altra, preferendo talvolta la strada meno redditizia a quella economicamente migliore pur di restare in un contesto accogliente. Ne consegue che fidelizzare i propri collaboratori puntando esclusivamente sulla soddisfazione economica o sulla mancanza di alternative concrete, è un sistema che può dare frutti solo a breve termine e che, con il passare tempo, genera stanchezza nel personale e diminuzione delle performances aziendali.

Ispirare fiducia è l’elemento fondamentale per costruire rapporti lavorativi solidi e duraturi. Quest’obiettivo si raggiunge con un atteggiamento onesto da parte del capo, che non approfitterà mai della propria posizione di potere per un tornaconto personale o per fare favoritismi, ma si appellerà ad essa solo per l’interesse comune dell’azienda e di coloro che ne fanno parte.

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Coerenza e fiducia 

Un’altra qualità fondamentale del buon capo è la coerenza: se l’ascolto delle esigenze e delle opinioni dei collaboratori non si traduce in azione, il vincolo di fiducia di cui abbiamo parlato si spezza e il meccanismo produttivo subisce un arresto, che può anche non palesarsi nell’immediato ma nel tempo mostrerà sicuramente i suoi influssi negativi.

Tutto ciò è determinato dal fatto che il comportamento delle persone dipende da una serie di fattori  personali e ambientali che condizionano il grado di soddisfazione del singolo, il senso di appartenenza all’azienda e, di conseguenza, le performances dell’impresa.

Pertanto la più grande strategia lavorativa che un capo possa adottare sarà sempre quella di puntare sulla condivisione delle idee, al fine di favorire lo scambio di esperienze, conoscenze e di tradurre i valori aziendali in comportamenti concreti.